Ritratto della fotografa Monica Monimix Antonelli con un effetto mosso e in bianco e nero

L'artista: Monica "Monimix" Antonelli

Un'eterna ricerca dell'invisibile attraverso la lente della fotografia astratta.

Sottoposti quotidianamente a un flusso perpetuo di immagini veloci, i nostri occhi rischiano di perdere la capacità di soffermarsi sui dettagli, sulla matericità e su ciò che non appare ovvio al primo sguardo.

Fermare il ritmo del quotidiano per scovare ciò che passa inosservato a un occhio distratto — e che sarebbe altrimenti destinato a scomparire — è il cuore della ricerca artistica di Monica "Monimix" Antonelli.

Artist statement

L'invisibile trova forma, sostanza ed eternità attraverso la composizione fotografica. Elementi fugaci, fuggevoli o all'apparenza insignificanti — come una fessura in un muro di cemento, le tracce dell'umidità scalfite sulle facciate dei palazzi, o un manifesto sbiadito dal sole e dalla pioggia — vengono estratti dal loro contesto originale.

Ricomposti nel frame fotografico, questi frammenti si trasformano in composizioni astratte autonome, rivelando una bellezza inusuale e inaspettata.

L'astrattezza dell'opera non impone una narrazione univoca, ma offre totale libertà all'osservatore: la fotografia diventa uno specchio emotivo in cui chi guarda è invitato a rallentare, interpretare e leggere la propria storia.

Percorso e visione

Nata con una naturale inclinazione per l'osservazione dei dettagli e della grafica urbana, Monica Antonelli sviluppa il progetto Visione Astratta come un diario visivo di percezioni.

La sua fotografia rifiuta la manipolazione digitale complessa o la costruzione artificiale in studio: la magia risiede interamente nel saper vedere la composizione geometrica e cromatica dove altri vedrebbero solo degrado o casualità.

Le sue opere Fine Art sono oggi apprezzate da collezionisti privati, appassionati d'arte e interior designer per la loro capacità di trasformare gli spazi abitativi e di lavoro in luoghi di contemplazione.